Palazzo Venezia
PALAZZO VENEZIA
Palazzo Venezia sorge sul lato Ovest di Piazza Venezia all’angolo con Via del Plebiscito e rappresenta la prima grande opera rinascimentale di architettura civile in Roma. Ospita attualmente, oltre all’omonimo museo e alla Sopraintendenza per i Beni artistici e storici di Roma, la Biblioteca dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, inaugurata nel 1922 raccoglie oltre 300000 volumi e 15000 tra manoscritti, disegni e stampe.
Il palazzo viene chiamato anche Palazzo Barbo in quanto era la residenza del cardinale Pietro Barbo nel 1455-64 che divenne pontefice con il nome di Paolo II. Dal 1797 divenne di proprietà degli austriaci e sede dell'ambasciata austriaca (dal 1867 ambasciata di Austria-Ungheria), e solo dal1916 divenne proprietà dello Stato italiano.
Durante gli anni del fascismo, Mussolini ne fece la sede del suo quartier generale, nella Sala del Mappamondo; la luce di questa stanza non veniva mai spenta a significare che il governo non riposava mai. Era dal balcone di questo palazzo che Mussolini teneva i suoi discorsi alla folla nelle occasioni più importanti, come nel 1940 quando comunicò al popolo italiano l'entrata in guerra dell'Italia contro Francia e Regno Unito.
Palazzo Venezia venne costruito inglobando edifici precedenti tra cui la "Torre della Biscia". La sua architettura testimonia la prima affermazione a Roma del palazzo rinascimentale toscano secondo i principi di Leon Battista Alberti. L’autore o gli autori di Palazzo Venezia non sono ancora stati accertati con sicurezza. Resta comunque l’influenza dell’Alberti oltre che nella concezione unitaria del palazzo , in quella del “viridarium” nella volta dell’androne sulla piazza . Sono inoltre documentate le attività di Francesco da Borgo S.Sepolcro come sopraintendente, di Giacomo da Pietrasanta come lapicida e di Meo del Caprino pure come lapicida.